Il famoso ebreo convertito

Facendo seguito ad alcuni post precedenti:

vorrei segnalare due ottimi libretti:

  • Alphonse Marie Ratisbonne, Conversione di un Israelita
  • Théodore de Bussières, La conversione di Alfonso Maria Ratisbonne

entrambi pubblicati dalle Edizioni Amicizia Cristiana. Vediamoli più da vicino.

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Conversione di un israelita

Conversione di un Israelita

Il primo pensiero e il primo impulso del mio cuore, al momento della mia conversione, fu di seppellire interamente il mio segreto, assieme alla mia esistenza, nel fondo di un chiostro per sfuggire al mondo, che non poteva più comprendermi, e di dedicarmi totalmente al mio Dio, che mi aveva fatto intravedere e gustare le realtà di un altro mondo.

Non volli affatto parlare senza il permesso di un sacerdote; mi condussero verso colui che per me rappresentava Dio. Egli mi ordinò di rivelare quanto era accaduto; lo feci, per quanto era possibile, a viva voce. Oggi io cercherò, dopo qualche settimana di ritiro, di includere maggiori dettagli; a voi, reverendo, che avete fondato l’Arciconfraternita per la conversione dei peccatori, questi ultimi devono rendere conto delle grazie ottenute.

Pag. 64 – € 5,00

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La conversione di Alfonso Maria Ratisbonne

La conversione di Alfonso Maria Ratisbonne

Quel Gesù che sulla via di Gerico si valse di un po’ di fango per aprir alla luce del cielo gli occhi del cieco nato, egli medesimo ha permesso ch’io fossi il principal testimone di un avvenimento che è straordinarissimo anche considerato sotto il solo punto di vista della ragione umana.

Io racconto un fatto incontrastabile: Dico ciò che ho veduto coi miei occhi, ciò che una gran quantità di testimoni onorevoli possono affermare: ciò che Strasburgo non potrà credere, ciò che Roma ammira. Un uomo che godea di tutto il suo buon senso, della pienezza delle sue facoltà, è entrato in una chiesa giudeo ostinato, e per un colpo di grazia simile a quello che atterrò Saulo sulla via di Damasco un dieci minuti dopo n’è uscito cattolico di mente e di cuore.

Pag. 64 – € 5,00

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La preghiera di San Massimiliano Kolbe all’Immacolata della Medaglia Miracolosa

San Massimiliano Maria Kolbe era un frate francescano innamorato della Madonna, da ebreo convertì moltissimi ebrei alla Fede Cattolica insegnata da Cristo, morì martire nel Lager nazista di Auschwitz. Dopo che questo intrepido Servo di Dio ebbe fondata la gloriosa “Milizia dell’Immacolata” (non una più innocua “Missione dell’Immacolata”), i Cavalieri della M.I. martellavano il Cielo con questa insistente preghiera:

O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te,
e per tutti coloro che a Te non ricorrono
in particolare per i massoni
e per quelli che sono stati raccomandati.

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Insegnamenti di San Massimiliano Kolbe sull’ecumenismo

Il grande santo francescano e mariano, martirizzato ad Auschwitz nel 1941, fondò la Milizia dell’Immacolata con questo scopo: «Procurare la conversione dei peccatori, degli eretici, degli scismatici ecc., in particolar modo dei massoni; e la santificazione di tutti, sotto il patrocinio e per la mediazione della B.V.M. Immacolata» (SK 21).

Ripetiamo: lo scopo della Milizia era convertire i non cattolici. C’è qualcuno, oggi, che voglia predicare e agire allo stesso modo?

In una lettera del 1921, San Massimiliano scriveva ad Alfonso suo fratello: «…ho descritto brevemente alcuni fatti che mi sono accaduti qui e chiedo di pregare molto per quei poveretti, per la conversione dei quali mi sto occupando, soprattutto per il pastore protestante del luogo. Questi potrebbe anche diventare un ottimo francescano e la sua chiesa protestante si presta meravigliosamente all’adorazione perpetua del ss. Sacramento. (…) raccomando fervidamente me stesso e il mio caro pastore protestante insieme con le sue pecorelle, il direttore della scuola e quegli altri poveretti che sono lontani dalla s. Chiesa» (SK 62).

In un articolo del 1922 scriveva: «Quando tutti gli scismatici e i protestanti avranno emesso, con profonda convinzione, la professione cattolica di fede, quando tutti gli ebrei che vivono in mezzo a noi avranno chiesto con piena libertà il santo battesimo, allora una parte dello scopo della “Milizia dell’Immacolata” sarà stato raggiunto» (SK 1005).

In occasione della Natività di Maria del 1923, elevò una preghiera alla Madonna, nella quale diceva: «Molti Ti hanno conosciuto, ma… Ti sfuggono, oppure… Ti hanno abbandonato ed ora sprofondano nel fango dell’immoralità! Ebbene, o Regina, in questo caro giorno della Tua festa, noi Ti auguriamo con tutto il cuore e con tutta l’anima di prendere possesso al più presto e in modo totale dei nostri cuori e dei cuori di tutti e di ciascuno senza eccezione, sia egli cattolico, scismatico o protestante, ebreo o pagano, buono o cattivo. Oh, regna su tutti noi e in tutti noi, poveri abitanti di questo globo terrestre che vola negli spazi del cielo, e regna non solo durante questo nostro pellegrinaggio terreno, ma anche per i secoli dei secoli, in eterno!» (SK 1037).

In una lettera del 1935 fra’ Massimiliano scriveva: «Bisognerebbe sviluppare in modo più intenso, sempre più intenso, l’azione per la conquista delle anime all’Immacolata, alla M.I. Perfino in Polonia non tutti appartengono alla M.I., anzi nemmeno alla Chiesa. Quanti scismatici ci sono ancora, quanti eretici, protestanti, ebrei…» (SK 647).

In una lettera del 1939, scriveva: «Non vedo alcuna difficoltà all’introduzione della M.I. negli Stati Uniti allo scopo di combattere l’ateismo, il comunismo e il neo-paganesimo. Lo statuto infatti, afferma espressamente che scopo della M.I. è l’impegno nell’opera di conversione dei peccatori, degli eretici, degli scismatici, ecc., perciò di tutti insieme e di ognuno singolarmente, senza eccezione alcuna, coloro i quali hanno bisogno di conversione, e tra costoro si trovano appunto sia gli atei sia i comunisti sia i neo-pagani. Quanto poi alla massoneria americana, essa non è tanto innocua come potrebbe sembrare a prima vista. Il suo scopo, infatti, è sempre il medesimo delle altre massonerie sparse per il mondo, vale a dire la distruzione della Chiesa cattolica, anche se le forme di azione sono diverse, molto più filantropiche» (SK 865a).

E… dulcis in fundo!

Nel suo Diario, alla data del 23 aprile 1933, troviamo questo: «Non c’è maggior nemico dell’Immacolata e della sua Milizia che l’ecumenismo di oggi: ogni Cavaliere lo deve non solo combattere, ma anche neutralizzare con azioni diametralmente opposte e alla fine distruggere».

Ecco qual è il pensiero cattolico di un grande santo e martire cattolico: combattere frontalmente l’ecumenismo. Anche se oggi sembra che stia trionfando dappertutto.
L’Immacolata gli ha già schiacciato la testa.
Ella sola ha vinto tutte le eresie.
Sancta Maria, ora pro nobis.

Guerra!

C’è una guerra misteriosa, ma reale, tra la nostra carne e la nostra anima. L’apostolo Pietro scrive:

«Carissimi, io vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai desideri della carne che fanno guerra all’anima» (1 Pietro 2:11).

Siamo “stranieri e pellegrini” su questa terra e in questa vita mortale, nella quale siamo rivestiti di questa carne. La nostra vera “terra promessa”, la “casa”, la “patria” è la vita eternamente felice nei cieli, contemplando il Dio uni-trino, Continua a leggere