Dall’ecumenismo all’apostasia silenziosa

Questo studio sull’ecumenismo, elaborato dalla Fraternità Sacerdotale S. Pio X, mantiene freschezza e fragranza benché risalga al 2004. Merita di essere letto con attenzione. 

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Dall’ecumenismo all’apostasia silenziosa. Venticinque anni di Pontificato.

http://www.unavox.it/doc93.htm

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Dall’ecumenismo all’apostasia silenziosa. Venticinque anni di pontificato.

In appendice l’enciclica “Mortalium Animos.
Autore Fraternità Sacerdotale San Pio X

Pagine 46

Prezzo: 3,00 €

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Quanti papi eretici!

Nel sito de “La Contre-Réforme Catholique au XXI° Siècle”, fondata dall’Abbé Georges des Nantes, si leggono cose strabilianti. Mentre, da un lato, vi si trovano elogi e incensamenti incredibili sul conto di J.M.B., definito come “un nuovo San Pio X”, si accusa apertamente di apostasia la “Chiesa” detta “conciliare” e di eresia i “pontefici” che l’hanno edificata e retta per decenni. Lo stesso Concilio Vaticano II, ritenuto «modernista» e «funesto», va neutralizzato e corretto con un altro concilio, controrivoluzionario, dogmatico e non pastorale.

Le accuse non sono campate per aria, anzi sono molto documentate e raccolte in volumi di accusa, presentati e depositati presso la Congregazione per la Dottrina della Fede. Tali libri sono pubblicati on-line anche in italiano:

Liber Accusationis in Paulum Sextum

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Apostaticam ecclesiam

Va letto e meditato questo articolo di Sì Sì No No:
Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Francesco I
e la modernità
.

Trascrivo solo la conclusione:

«Da Giovanni XXIII sino a Francesco I ci si è aperti al mondo. Francesco non è l’unico né il primo ad averlo fatto. Le frasi citate sopra ci fanno capire che vi è un filo conduttore, il quale unisce i Papi del Concilio Vaticano II e del post-concilio. L’unica differenza tra di loro è la velocità, che in Francesco I è arrivata al culmine, ma l’apertura alla modernità è comune a tutti i Papi del Concilio e post-concilio.
Tutto ciò ci fa pensare che oramai solo un intervento speciale divino potrà rimettere le cose a posto. Infatti il morbo modernista non solo è penetrato nella Chiesa ma è giunto fino al suo vertice. Ora al di sopra del Papa c’è soltanto Dio e siccome gli artefici della teologia neo-modernista sono stati quattro Papi: Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Francesco I, solo Dio può fermare la valanga di errori che si è abbattuta sul mondo ecclesiale a partire dal 1959.»

L’alba di un Nuovo Papato

Suona “profetico” il titolo del libro fotografico “Benedetto XVI: l’alba di un nuovo papato” (White Star, 2006). Al termine del pontificato n. 265, quello di Papa Ratzinger, rimane lo shock dell’indigeribile “rinunzia”.

Le motivazioni addotte non sembrano reggere: tutti i precedenti Pontefici hanno attraversato la vecchiaia, la malattia, la prostrazione e la morte.

Le giustificazioni non convincono: meritano di essere considerati umili e coraggiosi anche moltissimi Papi che hanno “occupato” la Sede Apostolica fino all’ultimo respiro.

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Et unam sanctam peccatricem ecclesiam

1. Il “Credo” è stato riveduto e corretto?

Il Credo definito dal I Concilio ecumenico di Nicea (anno 325) e dal I Concilio ecumenico di Costantinopoli (381) è forse stato riveduto e corretto?

Da qualche decennio è invalso dire: «Et unam sanctam peccatricem ecclesiam» là dove si era creduto e formulato: «Et unam sanctam catholicam ecclesiam». La Chiesa – una santa cattolica e apostolica – sarebbe divenuta anche «peccatrice».

«Chiesa santa e peccatrice»: ecco il vano blaterare di alcuni pastori, oltre che di molti teologi sviati. E ovviamente dei nemici di Dio.

«Peccatrice nei suoi membri», dicono i più cauti – o i più pericolosi – che confonono la Santificatrice con i santificati. Si insegnava, una volta, che i peccatori non rendono peccatrice la santa Chiesa e, allo stesso tempo, che la Chiesa santa e santificatrice ha da Dio il potere di santificare i peccatori penitenti.
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