La Consacrazione nella S. Messa

CFirenze

Molti cattolici sono giustamente preoccupati e indignati per il ventilato progetto bergogliano di introdurre una “nuova liturgia” che possa accomunare “all’unica mensa” i cattolici e gli eretici-scismatici. Affinché ciò diventi possibile è necessario ovviamente che i “cattolici” rinuncino alla Consacrazione e quindi alla presenza reale di Nostro Signore. Saranno liturgie probabilmente de-cristificate, quindi un abominio da disertare.

Purtroppo è necessario ricordare ai “cattolici preoccupati” che le parole della consacrazione sono già state modificate: ciò avvenne con la “riforma liturgica” entrata in vigore la prima domenica di Avvento del 1969 (la messa di Montini-Bugnini).

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Perché la Messa in latino?

Perché la Messa in latino? TESTIMONIANZA don Gommar A. De Pauw – U.S.A.


Pubblicato il 01 nov 2016 da Pascendi Dominici Gregis – TRADUZIONE A CURA DI ELISABETTA:
“(..)il vescovo ordinante mi chiese di mettere la mano sinistra su questo libro, sollevare la mano destra e proferire questo solenne giuramento:
“Io volontariamente e senza riserve accetto tutte le tradizioni apostoliche ed ecclesiastiche della Chiesa di Roma una, santa, cattolica e apostolica e prometto, faccio voto e giuro solennemente di mantenere e professare tutte queste tradizioni immutate fino all’ultimo mio respiro”.(..) Continua a leggere

Parole parole parole… bla bla bla…

Due rapide citazioni degli ipsissima verba del Signore, tratte dal Santo Vangelo:

  • «Sia invece il vostro parlare sì sì, no no; il di più viene dal maligno» (Matteo 5,37)
  • «Non moltiplicate le parole» (Matteo 6,7)

Ora si faccia attenzione al Magistero degli ultimi tre Concilii Ecumenici della Chiesa cattolica:

  • Trento: in 25 Sessioni, 71.160 parole
  • Vaticano I°: in 2 Costituzioni dogmatiche, 6.805 parole
  • Vaticano II°: in 16 documenti di varia natura, 184.835 parole

Nell’ultimo Concilio sono state dette molto più del doppio delle parole dei due Concilii che l’hanno preceduto, e questo – come deduciamo dalle parole stesse di Nostro Signore – non è affatto un bene. Continua a leggere

Videomeditazione sul Santo Sacrificio della Messa

Dottrina del sacro Concilio di Trento
sul santissimo Sacrificio della Messa

Poiché sotto l’antico testamento (secondo la testimonianza dell’apostolo Paolo) per l’insufficienza del sacerdozio levitico, non vi era perfezione, fu necessario […] che sorgesse un altro sacerdote secondo l’ordine di Melchisedech, e cioè il signore nostro Gesù Cristo, che potesse condurre ad ogni perfezione tutti quelli che avrebbero dovuto essere santificati. Continua a leggere

Strimpellano Gesù impanato

A volte, perfino al cospetto del Santissimo Sacramento dell’altare, giunge alle orecchie una canzonetta moderna che stravolge la gloriosa dottrina cattolica sull’Eucarestia.

«Verbum caro factum est», scrive l’Evangelista San Giovanni: il Verbo si è fatto carne. Nella Persona di Nostro Signore la natura divina del Verbo si è ipostaticamente unita alla natura umana della carne. Giustapporre «Verbum caro factum est» e l’inaudita, non scritturale, proposizione «Verbum panis factum est» significa affermare un parallelismo eretico tra l’unione ipostatica del Verbo con la carne e “l’unione” tra il Verbo e il pane.

E qui sta lo scandaloso errore dottrinale: nell’Eucaristia non è il Verbo che si fa pane, ma – al contrario – è il pane che viene mutato in carne, nella carne di Gesù Cristo, il Quale non è Verbo, ma Verbo fatto carne. Che scempio hanno fatto gli autori della canzonetta che suppongono essere “liturgica”!
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