Not my Jesus, not my pope

Gesù Cristo ha riscattato me peccatore versando il Suo Sangue Prezioso. Dice: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato» (Gv 14,23-24).

Non è un amicone, non fa il simpatico, non gioca, non scherza, non  viene da noi per farci sentire bene in questa vita, nè per farci le coccole. Non è un dj. E’ Dio, ed è tremendamente serio.

Questo non è il “mio” Gesù!

Il Sommo Pontefice è il Capo visibile della Santa Chiesa che il Signore ha istituito per raggiungere in ogni tempo e in ogni luogo gli uomini peccatori, bisognosi della Grazia che Egli elargisce mediante i Sacramenti. Il Papa inoltre è Sommo Pastore e Maestro, e presidio supremo contro il male.

Un uomo senza fede cattolica, dedito a dispensare ogni giorno vere eresie e talvolta anche bestemmie, che si adopera ad abbattere ogni argine contro il male, non è certo adatto a «confermare i fratelli nella fede» ed è impossibile, a mio giudizio, che possa essere stato “scelto” dallo Spirito Santo.

Questo non è il “mio” Papa!

Regole per ben vivere (di S. Alfonso)

Queste breve esposizione delle “Regole per ben vivere”, ossia delle “regole di vita” valide per tutti i Cristiani, è un’opera esortativa di Sant’Alfonso Maria De’ Liguori, Vescovo, Dottore della Chiesa, “Doctor zelantissimus”.

La si può considerare come una “bozza” del più ampio “Regolamento di vita d’un Cristiano”. In questi tempi di “disorientamento” (dottrinale prima che pastorale) è buona cosa appoggiarsi ai consigli e agli esempi dei Santi: qui abbiamo un Santo Sacerdote, un Santo Vescovo, un Santo Dottore della Chiesa. Ascoltiamolo! E non diamo retta ai pifferai dell’antico tentatore.  Continua a leggere

Papa Francesco e Pascendi

“Papa Francesco e Pascendi: ovvero come applicare un’enciclica all’inverso” – don Mauro Tranquillo

Pubblicato il 18 feb 2016 da Pascendi Dominici Gregis – PRECISAZIONI CIRCA L’INFALLIBILITÀ’ PONTIFICIA (necessarie visto certe infelici espressioni fallibiliste dei preti, e dei relatori laici, della FSSPX. Espressioni che sovente si sentono nelle, pur interessanti, loro conferenze), di Carlo di Pietro: http://www.radiospada.org/2016/01/pap…

Relazione tenuta da don Mauro Tranquillo (FSSPX), sul tema “Papa Francesco e Pascendi: ovvero come applicare un’enciclica all’inverso”, durante il 22° Convegno di Studi Cattolici svoltosi a Rimini il 17-18-19 ottobre 2014 ed organizzato dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) sul tema “La casa sulla roccia e il gigante dai piedi d’argilla. La restaurazione voluta da san Pio X, e i suoi nemici”.
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Da Martini a Martinelli

Ha fatto il giro del mondo la sventurata frase, poi rimossa dal sito dell’Arcidiocesi Ambrosiana, del Vescovo Ausiliare di Milano:

La fede cristiana non parla di immortalità dell’anima.

Lo aveva affermato scrivendo il comunicato che annunciava un “momento di preghiera”, pubblico, nella parrocchia milanese del povero DJ Fabo, che aveva chiesto di morire in Svizzera con la pratica anticristiana del “suicidio assistito”.

Mi sembra che siamo allo sbando più totale. Ci troviamo già nella «falsa chiesa delle tenebre» preconizzata dalla beata Anna Caterina Emmerich?

L’affermazione incredibile sopra citata, però, non è l’unica a sconcertare i credenti. Poco prima, il monsignore aveva scritto:

La fede cristiana non ha e non vuole dare una risposta concettuale al tema del dolore.

Rattrista infinitamente, e pesa sul cuore, notare come i nostri pastori si siano allontanati dal “senso cattolico” tradizionale, che una risposta anche concettuale al dolore umano non solo l’aveva, ma voleva proclamarla ai quattro angoli della terra: l’uomo sofferente non ha soltanto bisogno di cure, mediche e no, e di amorosa vicinanza; ma anche fame e sete di senso,  anche sotto il profilo filosofico e religioso. L’uomo sofferente, se privato del conforto esistenziale e razionale che solo la Religione può dare, è destinato a soffrire di più: sprofondare nel baratro della disperazione diverrà inevitabile.

Che tristezza infinita!

La Luce del Mondo, che a tutto dà senso e bellezza, è oggi svilita come una manciata di sabbia: «ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato?». E se i nostri pastori non sanno e non vogliono proclamare il senso cristiano del dolore, che cosa ci stanno a fare?

Maria, Salus Infirmorum et Auxilium Christianorum, ora pro nobis.

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Riferimenti:

Dj Fabo. La diocesi ambrosiana celebra il suicidio – di Paolo Deotto (6 marzo)

L’immortalità dell’anima, la curia milanese e i giochi di prestigio – di Paolo Deotto (7 marzo)

Mamma, mi si sono ristrette le anime!

Un altro di quei fraseggi assurdi che di tanto in tanto rimbalzano da Santa Marta.

Signore Gesù, Pastore Sommo e Buono, aiutaci a seguirTi: nelle tentazioni e nelle tribolazioni, non abbandonarci! Non permettere che nei nostri animi penetri il veleno dell’antico serpente che ancora oggi vuole ingannarci sulla bontà dei Tuoi Comandamenti. Non permettere, Signore, che i Tuoi figli soccombano al Nemico per il pensiero che seguendo la Tua Legge ci paralizziamo o dimentichiamo le grazie ricevute o perdiamo la memoria o la speranza. No, Divino Maestro, no! Aiutaci piuttosto a vivere posponendo tutto -tutto-, alla violazione dei Tuoi Precetti. Pietà di noi, Signore. Amen.