Limbo

La dottrina cattolica sul “Limbo dei fanciulli”

1. L’abolizione che non c’è

In questi giorni gridano tutti: «Il Papa ha abolito il Limbo!», «La Chiesa adesso dice che i bambini morti senza Battesimo vanno in Paradiso!». Come se la cosa interessasse a qualcuno.

Gli anticristi più acculturati si spingono a dire che ciò significa che non esiste il peccato originale (e che l’inferno è vuoto). Quelli più invasati deducono che la Chiesa ha sempre inventato un mucchio di palle.

Sembra però che la Chiesa non abbia “abolito” un bel niente.

Nel documento di quell’organismo vaticano noto come “Commissione teologica internazionale” (i cui atti – ricordiamolo – non sono Magistero) sembra che si legga, fra l’altro, che la teoria del Limbo

«…non è mai entrata nelle definizioni dogmatiche del Magistero, anche se lo stesso Magistero l’ha menzionata nel suo insegnamento fino al Concilio Vaticano II. Essa rimane quindi un’ipotesi teologica possibile» (Mimmo MUOLO, Niente Limbo per i bambini non battezzati, in Avvenire, 21 aprile 2007).

Ipotesi teologica possibile, dunque, e non soppressione pura e semplice come vanno starnazzando i mass-media.

Vedremo nei prossimi giorni se davvero il Limbo è sempre stata solo una “ipotesi”.

2. Chissenefrega della CTI

Qualunque documento scrivano i membri della “CTI – Commissione Teologica Internazionale”, con o senza firma pontificia, rimane puro flatus vocis in confronto al sacro Magistero della Chiesa.

Qualsiasi tesi della CTI, con o senza firma pontificia, non è Magistero e dunque non è vincolante per nessuno.

La Commissione Teologica Internazionale non ha “abolito” il Limbo, nonostante qualsiasi affermazione contraria di qualunque imbecille che possa scrivere sui giornali o parlare alla televisione. I veri Cattolici non sono caduti e non cadranno nella trappola.

Non è possibile per nessuno “abolire” il Limbo, nemmeno per il Papa.

Poi, dopo tutto, chissenefrega della Commissione Teologica Internazionale e delle sue elucubrazioni più o meno imprecise.

3. Gli errori della CTI

Nel documento intitolato The Hope of Salvation for Infants Who Die Without Being Baptized e anticipato dal Catholic News Service, i “cervelloni” della “CTI – Commissione Teologica Internazionale” hanno commesso parecchi errori. Vediamone alcuni.

1. «…the commission said the traditional concept of limbo – as a place where unbaptized infants spend eternity but without communion with God – seemed to reflect an “unduly restrictive view of salvation”…»

L’inferno è il destino della maggior parte degli uomini – e probabilmente della stragrande maggioranza. Dice infatti il Signore Gesù: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!» (Mt 7,13-14). Secondo la CTI anche Gesù Cristo avrebbe una concezione troppo ristretta della salvezza. Quindi l’argomento è ingiurioso verso Nostro Signor Gesù Cristo, benedetto nei secoli.

2. «…salvation for unbaptized babies who die was becoming an urgent pastoral question, in part because their number is greatly increasing…»

L’argomento è da mentecatti. Se bisogna “svuotare” il Limbo perché aumentano i bambini che muoiono senza battesimo, allora bisogna ammettere la Comunione ai divorziati risposati, bisogna dare il via libera all’omosessualità… e bisognerà poi dire che anche l’inferno è vuoto… e così via, fino alla “autodemolizione della Chiesa” paventata da Paolo VI.

3. «…Limbo has never been defined as church dogma…»

Questo è vero, ma ciò non autorizza a rinnegare tutte le verità della Dottrina cattolica che non siano state positivamente definite come dogmi, specialmente quando – come nel caso del Limbo – si tratta di insegnamenti costantemente proposti dal Magistero e strettamente connessi con altre verità dogmaticamente definite. E’ un altro argomento da mentecatti.

4. «…Limbo… is not mentioned in the current Catechism of the Catholic Church, which states simply that unbaptized infants are entrusted to God’s mercy…»

Altro è dire, facendo i finti tonti, che tali bambini sono affidati alla divina Misericordia; altro è dire che possono essere salvati. Fu lo stesso Gesù Cristo a rivelare che questi sfortunati bambini non possono salvarsi, dicendo: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio» (Gv 3,5). Bisognerebbe poi considerare anche altri Catechismi.

5. «…people find it increasingly difficult to accept that God is just and merciful if he excludes infants, who have no personal sins, from eternal happiness…»

E’ il solito argomento da mentecatti. La “gggente” considera inaccettabile che i peccati degli uomini abbiano richiesto il cruento Sacrificio espiatorio e satisfattorio di Gesù Cristo per meritare loro la salvezza: e allora che facciamo? Diciamo che i peccati non offendono più Dio? Mentecatti!

6. «…Through the centuries, popes and church councils were careful not to define limbo as a doctrine of the faith and to leave the question open…»

La dottrina del “Limbo dei fanciulli” è stata insegnata da Sant’Agostino, dal Concilio di Cartagine (418), da papa Giovanni XXII (1321), dal Concilio ecumenico di Firenze (1439), dal Concilio ecumenico di Trento (sec. XVI), da papa Sisto V (1588), da papa Pio VI (1794), da papa San Pio X (1912) e da innumerevoli santi, dottori e pastori (l’elencazione è esemplificativa e non esaustiva).

TALE INSEGNAMENTO E` COSTANTE E GENERALE: la questione non è dunque così “aperta” come vanno dicendo gli pseudo-teologi di oggi. E’ invece ammesso indagare su QUALE PENA affligga i bambini sfortunatissimi che muoiono senza battesimo e che dunque vanno all’inferno.

7. «…the need for the sacrament of baptism is not absolute…»

Ci fu un tempo nel quale la santa Chiesa condannava severamente simili affermazioni. O tempora o mores.

Inoltre, secondo il quotidiano Avvenire la CTI presenta la teoria del Limbo come

8. «elaborata da teologi a partire dal medioevo» (Mimmo MUOLO, Niente Limbo per i bambini non battezzati, in Avvenire, 21 aprile 2007).

Dunque sant’Agostino sarebbe solo “un teologo”? E magari “medioevale”?

4. Sant’Agostino insegna…

«E’ dunque giusto dire che i bambini che muoiono senza il battesimo si troveranno nella condanna, benché mitissima a confronto di tutti gli altri. Molto inganna e s’inganna chi insegna che non saranno nella condanna, mentre l’Apostolo dice: Il giudizio partì da un solo peccato per la condanna, e poco dopo: Per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna (Rm 5,16.18). Quando dunque Adamo peccò disobbedendo a Dio, allora il suo corpo perse la grazia dalla quale, pur rimanendo animale e mortale, era reso obbediente in tutto e per tutto alla propria anima. Allora sortì fuori quel movimento bestiale e vergognoso per gli uomini che fece arrossire Adamo per la propria nudità. E avvenne così che essi, per una specie di malattia scoppiata da una repentina e pestifera infezione, perduto il privilegio di rimanere stabili nell’età in cui furono creati, attraverso le mutazioni delle età s’incamminarono alla morte. Quantunque in seguito siano vissuti per molti anni, tuttavia cominciarono a morire quel giorno stesso in cui ricevettero la legge di morte che li avrebbe fatti invecchiare e decadere. Infatti non sta fermo nemmeno un istante, ma ininterrottamente passa tutto ciò che da una mutazione all’altra corre di giorno in giorno verso la fine non del suo compimento, bensì del suo annientamento. Così pertanto si adempì quello che aveva detto Dio: Quando ne mangerete, certamente morirete (Gn 2,17). Ogni bambino dunque che viene generato carnalmente da questa disobbedienza della carne, da questa legge di peccato e di morte, ha bisogno d’essere rigenerato spiritualmente non solo per essere portato al regno di Dio, ma anche per essere liberato dalla condanna del peccato. I bambini quindi nascono nella carne soggetti inseparabilmente al peccato e alla morte del primo uomo e rinascono nel battesimo associati inseparabilmente alla giustizia e alla vita eterna del secondo uomo. Anche nell’Ecclesiastico è scritto a questo proposito: Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo (Sir 25,24). Che si dica dalla donna o da Adamo, ci si riferisce sempre al primo uomo, perché la donna, sappiamo, viene dall’uomo e ambedue sono una sola carne. Per questo è scritto: I due saranno una sola carne (Gn 2,24). E il Signore dice: Non sono più due, ma una carne sola (Mt 19,6)».

Sant’AGOSTINO, Il castigo e il perdono dei peccati e il battesimo dei bambini, Libro I, 16.21 (link al sito augustinus.it).

«Dobbiamo infine sentirci obbligati ad accettare per autorità divina ciò che non riusciamo a comprendere con la più perspicace intelligenza. Fanno bene costoro a ricordare che la giustizia del Cristo non può giovare se non a persone credenti e a riconoscere che giova in qualche modo ai bambini. Allora, come abbiamo detto, dal battesimo in poi devono computarli senza alcuna esitazione nel numero dei credenti. Logicamente dunque se non vengono battezzati, saranno tra coloro che non credono: quindi non avranno la vita, ma l’ira di Dio rimane su di loro, perché chi non crede nel Figlio non avrà la vita, ma l’ira di Dio incombe su di lui (Gv 3,36); quindi sono stati giudicati, perché chi non crede è già stato giudicato (Gv 3,18); quindi saranno condannati perché chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato (Mc 16,16). Ora, vedano costoro con quale giustizia tentino o si affannino di asserire che non sono destinati alla vita eterna, ma all’ira di Dio perché giudichi lui e condanni gli uomini che sono senza peccato; se, come non hanno peccato proprio, così non c’è in essi nessun peccato originale».

Sant’AGOSTINO, Il castigo e il perdono dei peccati e il battesimo dei bambini, Libro III, 2.3 (link al sito augustinus.it. Nella stessa pagina Sant’Agostino si basa sulle Scritture, su San Cipriano, sulla tradizione antica, su san Girolamo, e sull’unanimità degli scrittori cristiani: non “inventa” la dottrina sul “Limbo dei fanciulli” e non la “elabora” in funzione antipelagiana, ma la riceve dalla tradizione cattolica… insomma è una pagina tutta da leggere!).

«Coloro che non sono ancora nati, non hanno fatto nulla né di bene né di male (Rm 9,11) in una vita loro propria, né vengono in questa vita a penare per i demeriti di una vita precedente, che nessuno di loro ha potuto avere come propria; cionondimeno tutti i nati dopo Adamo per via di generazione carnale prendono il contagio della morte antica fin dal primo istante della loro nascita e, dal castigo della morte eterna, che la giusta condanna si trascina dietro di sé passando da un sol uomo in tutti gli altri, non si salvano se non a condizione che, mediante la grazia, rinascano in Cristo (Rm 5,12). […]

Anche i bambini riceveranno il premio o il castigo delle azioni compiute per mezzo del corpo: compiute però non proprio da essi, ma per mezzo di coloro che, mentre rispondono invece di essi, si dice che rinunciano al diavolo e credono in Dio; per questo sono annoverati nel numero dei fedeli che appartengono alla categoria di coloro di cui il Signore dice: Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo. Per questo anche a coloro che non ricevono questo sacramento tocca la sorte espressa subito dopo: Ma chi non crederà, sarà condannato (Mc 16,16). Per questo – come ho già detto – anch’essi, qualora muoiano in quella tenera età, sono giudicati non alla stregua delle azioni che avrebbero potuto compiere quaggiù se fossero vissuti più a lungo, ma delle azioni compiute per mezzo del corpo, nel tempo cioè in cui vissero nel corpo, quando cioè credettero o non credettero mediante la volontà e la parola dei padrini, quando furono o non furono battezzati, quando si cibarono o non si cibarono del corpo di Cristo, quando bevvero o non bevvero il suo sangue (Gv 6,54-55)».

Sant’AGOSTINO, Lettera 217, 5.16 (link al sito augustinus.it).

5. La Chiesa insegna che…

Dopo aver considerato l’erroneità e la pochezza degli argomenti addotti dalla “CTI – Commissione Teologica Internazionale”, daremo un’occhiata a quello che la santa Chiesa ha insegnato nel corso dei secoli sulla sorte dei bambini morti senza battesimo e di coloro che muoiono colpevoli soltanto del peccato originale.

La dottrina del “Limbo dei fanciulli” è stata insegnata nel corso dei secoli:

  • da Sant’Agostino
  • dal Concilio di Cartagine (418)
  • da papa Giovanni XXII (1321)
  • dal Concilio ecumenico di Firenze (1439)
  • dal Concilio ecumenico di Trento (sec. XVI)
  • dal Catechismo del Concilio di Trento (sec. XVI)
  • da papa Sisto V (1588)
  • da papa Pio VI (1794)
  • da papa San Pio X (1912)
  • da innumerevoli santi, dottori e pastori

L’elencazione è esemplificativa e non esaustiva. L’insegnamento è costante e generale.

Nei prossimi giorni rileggeremo tali insegnamenti e capiremo che non si tratta di teorie affermate “in ipotesi” e lasciate al libero dibattito degli “specialisti”, ma di verità dottrinali alle quali:

  • perviene necessariamente chiunque ammetta i dogmi cattolici e segua la logica
  • sono strettamente ricollegati alcuni dogmi di fede

E’ dunque falso affermare che il Limbo sia solo un’ipotesi, o che lo sia sempre stato.

5.1. Il Concilio di Cartagine insegna…

«Chiunque nega che si debbono battezzare i bambini nati da poco o dice che essi vengono battezzati per la remissione dei peccati, ma che non traggono affatto da Adamo il peccato originale che viene espiato dal lavacro della rigenerazione, da cui consegue che per essi la formula del Battesimo “in remissione dei peccati” viene intesa non come vera, ma come falsa, sia anatema.

Infatti non si deve intendere quanto dice l’apostolo: “Per un solo uomo è entrato il peccato nel mondo (e attraverso il peccato la morte), e si estese a tutti gli uomini; in lui tutti hanno peccato” (Rm 5,12) diversamente dal senso in cui la Chiesa cattolica, ovunque diffusa, sempre lo ha inteso. A motivo di questa regola della fede anche i bambini, che non hanno potuto ancora commettere peccato alcuno, vengono perciò veramente battezzati per la remissione dei peccati, affinché mediante la rigenerazione venga in essi purificato quanto attraverso la generazione hanno contratto».

XV Concilio di Cartagine, Decreto sul peccato originale, 1° maggio 418, Canone 2.

«Se qualcuno afferma che il Signore ha detto: “Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore” (Gv 14, 2), così che si debba intendere che nel regno dei cieli ci sia un qualche luogo intermedio o un qualunque altro luogo, dove vivano beati gli infanti che trapassarono da questa vita senza il Battesimo, senza del quale non possono entrare nel regno dei cieli, che è la vita eterna, sia anatema.

Infatti, giacché il Signore dice: “Chi non sarà rinato dall’acqua e dallo Spirito Santo non entrerà nel regno dei cieli” (Gv 3,5), quale cattolico può dubitare che parteciperà della sorte del diavolo chi non ha meritato di essere coerede di Cristo? Chi infatti manca dalla parte destra, senza dubbio finirà in quella sinistra».

XV Concilio di Cartagine, Decreto sul peccato originale, 1° maggio 418, Canone 3.

5.2. Papa Giovanni XXII insegna…

«La Chiesa romana insegna […] che le anime […] di coloro che muoiono in stato di peccato mortale o con il solo peccato originale discendono immediatamente all’inferno, dove ricevono tuttavia pene differenti e in luoghi differenti».

Papa GIOVANNI XXII, Nequaquam sine dolore, 21 novembre 1321.

Commento di Giovanni da Rho: si nota come l’ipoteticità del Limbo non possa essere sostenuta in buona fede?

5.3. Il Concilio di Firenze insegna…

«Nel nome della santa Trinità, del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo, con l’approvazione di questo santo concilio universale di Firenze, noi definiamo […] Quanto alle anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale o con il solo peccato originale, esse discendono subito negli inferi, per esservi tuttavia punite con pene differenti».

Concilio ecumenico di Firenze, Decreto sui Greci Laetentur caeli, 6 luglio 1439.

Commento di Giovanni da Rho: si nota come l’ipoteticità del Limbo non possa essere sostenuta in buona fede?

E si nota come non si possono dare, come fa la Commissione Teologica Internazionale, «serie basi teologiche e liturgiche alla speranza che i bambini morti senza battesimo siano salvi e godano della visione beatifica»?

Si nota che l’affermazione è formalmente eretica?

5.4. Il Concilio di Trento insegna…

Decreto sul peccato originale

Can. 3. Chi afferma che il peccato di Adamo, uno per la sua origine, trasmesso con la generazione e non per imitazione, che aderisce a tutti, ed è proprio di ciascuno, possa esser tolto con le forze della natura umana, o con altro mezzo, al di fuori dei meriti dell’unico mediatore, il signore nostro Gesù Cristo, che ci ha riconciliati con Dio per mezzo del suo sangue (cf. Rm 5,9-10), «diventato per noi giustizia, santificazione e redenzione» (1Cor 1,30); o nega che lo stesso merito di Gesù Cristo venga applicato sia agli adulti che ai bambini col sacramento del battesimo, rettamente conferito secondo il modo proprio della chiesa: sia anatema.

Perché «non esiste sotto il cielo altro nome dato agli uomini nel quale è stabilito che possiamo essere salvi» (At 4,12). Da cui l’espressione: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo» (Gv 1,29) e l’altra: «Tutti voi che siete stati battezzati, vi siete rivestiti di Cristo» (Gal 3,27).

Can. 4. Chi nega che i fanciulli, appena nati debbano esser battezzati, anche se figli di genitori battezzati oppure sostiene che essi sono battezzati per la remissione dei peccati, ma che non contraggono da Adamo alcun peccato originale, che sia necessario purificare col lavacro della rigenerazione per conseguire la vita eterna, e che, quindi, per loro la forma del battesimo per la remissione dei peccati non debba credersi vera, ma falsa: sia anatema.

Infatti, non si deve intendere in altro modo quello che dice l’apostolo: «Per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e col peccato la morte, così la morte si è trasmessa ad ogni uomo perché tutti gli uomini hanno peccato» (Rm 5,12), se non nel senso in cui la chiesa cattolica universale l’ha sempre inteso. Secondo questa norma di fede per tradizione apostolica anche i bambini, che non hanno ancora potuto commettere peccato, vengono veramente battezzati, affinché in essi sia purificato con la rigenerazione quello che contrassero con la generazione. «Se – infatti – uno non rinasce per l’acqua e lo Spirito santo, non può entrare nel regno di Dio» (Gv 3,5).

5. Chi nega che per la grazia del Signore nostro Gesù Cristo, conferita nel battesimo, sia rimesso il peccato originale, o anche se asserisce che tutto quello che è vero e proprio peccato, non viene tolto, ma solo cancellato o non imputato (cf. AGOSTINO, Contra duas epistolas Pelagianorum I,13.26): sia anatema.

In quelli infatti che sono rinati a nuova vita Dio non trova nulla di odioso, perché non vi è dannazione per coloro (cf. Rm 8,1) che col battesimo sono stati sepolti con Cristo nella morte (cf. Rm 6,4), «i quali non camminano secondo la carne» (Rm 8,1 – nella Vulgata), ma spogliandosi dell’uomo vecchio e rivestendosi del nuovo (cf. Col 3,9-10; Ef 4,24), che è stato creato secondo Dio, sono diventati innocenti, immacolati, puri, senza macchia, figli cari a Dio, «eredi di Dio e coeredi di Cristo» (Rm 8,17); di modo che assolutamente nulla li trattiene dall’ingresso nel cielo.

Concilio ecumenico di Trento, Decreto sul peccato originale, Sessione V, 17 giugno 1546.

Decreto sui sacramenti

Canoni sui sacramenti in genere

Can. 4. Se qualcuno afferma che i sacramenti della nuova legge non sono necessari alla salvezza, ma superflui, e che senza di essi, o senza il desiderio di essi, gli uomini con la sola fede ottengono da Dio la grazia della giustificazione (Cfr. Sessione VI, Decreto sulla giustificazione, cap. 7 e can. 9 ), anche se non sono tutti necessari a ciascuno: sia anatema.

Can. 5. Se qualcuno afferma che questi sacramenti sono stati istituiti solo per nutrire la fede: sia anatema.

Can. 6. Se qualcuno afferma che i sacramenti della nuova legge non contengono la grazia che significano, o che non conferiscono la stessa grazia a quelli che non frappongono ostacolo, quasi che essi siano solo segni esteriori della grazia o della giustizia già ricevuta mediante la fede, o note distintive della fede cristiana, per cui si distinguono nel mondo i fedeli dagli infedeli: sia anatema.

Canoni sul sacramento del battesimo

Can. 5. Se qualcuno afferma che il battesimo è libero, cioè non necessario alla salvezza (cf. Gv 3,5; AGOSTINO, De peccatorum meritis, I,23 – link): sia anatema.

Concilio ecumenico di Trento, Decreto sui sacramenti, Sessione V, 17 giugno 1546.

5.5. Il Catechismo di Trento insegna…

«[…] la legge del Battesimo è prescritta dal Signore per tutti gli uomini, i quali, se non rinascono a Dio con la grazia del Battesimo, son procreati dai loro genitori – siano questi fedeli o no – per la miseria e la morte eterna. Molto spesso i pastori dovranno commentare la sentenza evangelica: “Chi non rinascerà per acqua e Spirito Santo non può entrare nel regno di Dio” (Gv 3,5).

«L’universale e autorevole sentenza dei Padri dimostra che questa legge va applicata non solo agli adulti, ma anche ai fanciulli e che la Chiesa ha ricevuto simile interpretazione dalla tradizione apostolica. Come si potrebbe credere del resto che Gesù Cristo abbia voluto negare il sacramento e la grazia del Battesimo a quei bambini di cui disse un giorno: “Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli” (Mt 19,14) e che abbracciava, benediva, accarezzava (Mc 10,16)?

«[…] Orbene, poiché a causa del peccato di Adamo i bambini contraggono la colpa originale, a più forte ragione, per i meriti di nostro Signore Gesù Cristo, potranno essi conseguire la grazia e la giustizia, per regnare nella vita, cosa però impossibile senza il Battesimo. Perciò i pastori insegneranno che i bambini devono assolutamente essere battezzati».

Catechismo di Trento, Parte II, Il Battesimo, n. 177.

5.6. Papa Sisto V insegna…

«Chi non detesterà [l’aborto] come un atto esecrando, dal quale segue la sicura perdita non solo dei corpi, ma – ciò che è più grave – anche delle anime?».

Papa SISTO V, Costituzione Effraenatam perditissimorum (contro coloro che procurano l’aborto in qualsiasi modo), 29 ottobre 1588 (link).

5.7. Papa Pio VI insegna…

«Implorata pertanto la luce dello Spirito Santo con assidue preghiere pubbliche e private, Nostre e dei più fedeli di Cristo, considerata ogni cosa con esauriente e maturo esame, abbiamo deciso di condannare e riprovare parecchie proposizioni, dottrine e sentenze tratte dagli Atti e Decreti del citato Sinodo [di Pistoia, n.d.GdR], o espressamente insegnate o ambiguamente insinuate, con apposite note e censure apposte a ciascuna di esse, come condanniamo e riproviamo con questa Nostra costituzione da valere in perpetuo.

Esse sono le seguenti.
[…]

DELLA PENA DI QUELLI CHE MUOIONO COL SOLO PECCATO ORIGINALE.

Del Battesimo, § 3.

XXVI. La dottrina che rigetta come una favola Pelagiana quel luogo dell’Inferno (che i fedeli comunemente chiamano Limbo dei fanciulli) nel quale le anime di coloro che muoiono con la sola colpa originale sono puniti con la pena di danno, senza la pena del fuoco;

Quasi che coloro i quali escludono la pena del fuoco, per questo stesso introducessero quel luogo e quello stato di mezzo privo di colpa e di pena fra il Regno di Dio e la dannazione eterna, come favoleggiavano i Pelagiani;

FALSA, TEMERARIA, INGIURIOSA ALLE SCUOLE CATTOLICHE».

Papa PIO VI, Costituzione Auctorem fidei (contro il Sinodo di Pistoia), 27 agosto 1794.

Commento di Giovanni da Rho: a quei tempi l’errore non si spingeva a negare l’esistenza del Limbo, ma si limitava a considerarlo come un Regno eterno intermedio fra Paradiso e Inferno.

Pio VI dunque stabilisce: si può dire che le anime del Limbo (che esiste) non soffrono la “pena del fuoco”, ma non si può per questo concepire il Limbo (che esiste) come un “terzo Regno”.

Era pacifico per ogni cattolico che le anime dei bambini non battezzati andassero nel Limbo, che è Limbo (cioè lembo, margine, orlo) dell’Inferno.

5.8. Papa san Pio X insegna…

115. Che cosa c’insegna il quinto articolo [del Simbolo Apostolico]: Discese all’inferno, il terzo giorno di risuscitò da morte?
Il quinto articolo del Credo c’insegna: che l’anima di Gesù Cristo, separata che fu dal corpo, andò al Limbo dei santi Padri, e che nel terzo giorno si unì di nuovo al corpo suo, per non separarsene mai più.

116. Che cosa s’intende qui per inferno?
Per inferno s’intende qui il Limbo dei santi Padri cioè quel luogo dove erano trattenute le anime dei giusti aspettando la redenzione di Gesù Cristo.

117. Perché le anime dei santi Padri non furono introdotte nel paradiso prima della morte di Gesù Cristo?
Le anime dei santi Padri non furono introdotte nel paradiso prima della morte di Gesù Cristo, perché pel peccato di Adamo il paradiso era chiuso, e conveniva che Gesù Cristo, il quale con la sua morte lo riaprì, fosse il primo ad entrarvi.

540. Quali sono i sacramenti che conferiscono la prima grazia santificante?
I sacramenti che conferiscono la prima grazia santificante, che ci rende amici di Dio, sono due: il Battesimo e la Penitenza.

541. Come si chiamano perciò questi due sacramenti?
Questi due sacramenti, cioè il Battesimo e la Penitenza, si chiamano perciò sacramenti dei morti, perché sono istituiti principalmente per ridare alle anime morte per il peccato la vita della grazia.

545. Quali sono i sacramenti più necessari per salvarci?
I sacramenti più necessari per salvarci sono due: il Battesimo e la Penitenza: il Battesimo è necessario a tutti, e la Penitenza è necessaria a tutti quelli che hanno peccato mortalmente dopo il Battesimo.

551. Che cosa è il sacramento del Battesimo?
Il Battesimo è il sacramento, pel quale rinasciamo alla grazia di Dio e diventiamo cristiani.

552. Quali sono gli effetti del sacramento del Battesimo?
Il sacramento del Battesimo conferisce la prima grazia santificante per la quale si cancella il peccato originale, ed anche l’attuale se vi è; rimette tutta la pena per essi dovuta; imprime il carattere di cristiani; ci fa figliuoli di Dio, membri della Chiesa ed eredi del paradiso, e ci rende capaci di ricevere gli altri sacramenti.

561. Quando si devono portare alla chiesa i bambini perché siano battezzati?
I bambini si devono portare alla chiesa perché siano battezzati, il più presto possibile.

562. Perché si deve avere tanta premura per far ricevere il Battesimo ai bambini?
Si deve avere somma premura per far battezzare i bambini, perché essi per la loro tenera età sono esposti a molti pericoli di morire, e non possono salvarsi senza il Battesimo.

563. Peccano adunque i padri e le madri che per la loro negligenza lasciano morire i loro figliuoli senza Battesimo, o lo differiscono?
Sì, i padri e le madri che per la loro negligenza lasciano morire i figliuoli senza Battesimo peccano gravemente, perché privano i loro figliuoli dell’eterna vita; e peccano pure gravemente col differirne a lungo il Battesimo, perché li espongono al pericolo di morire, senza averlo ricevuto.

566. Il Battesimo è necessario per salvarsi?
Il Battesimo è assolutamente necessario per salvarsi, avendo detto espressamente il Signore: Chi non rinascerà nell’acqua e nello Spirito Santo non potrà entrare nel regno dei cieli.

567. Si può supplire in qualche modo alla mancanza del Battesimo?
Alla mancanza del sacramento del Battesimo può supplire il martirio, che chiamasi Battesimo di sangue, o un atto di perfetto amor di Dio o di contrizione, che sia congiunto col desiderio almeno implicito del Battesimo, e questo si chiama Battesimo di desiderio.

Papa san Pio X, Catechismo Maggiore, 1905.

99. Dopo il giudizio particolare, che avviene dell’anima?
Dopo il giudizio particolare, l’anima, se è senza peccato e senza debito di pena, va in paradiso; se ha qualche peccato veniale o qualche debito di pena, va in purgatorio finché abbia soddisfatto; se è in peccato mortale, qual ribelle inconvertibile a Dio va all’inferno.

100. I bambini morti senza Battesimo dove vanno?
I bambini morti senza Battesimo vanno al Limbo, dove non è premio soprannaturale nè pena; perché, avendo il peccato originale, e quello solo, non meritano il paradiso, ma neppure l’inferno e il purgatorio.

Papa san Pio X, Catechismo della dottrina cristiana, 1912.

6. Gli acattolici pretendono che…

Il quotidiano d’informazione The International Christian Network News riporta un commento del pastore Roberto Mazzeschi, Presidente della Alleanza Evangelica Italiana, registrato il 24/04/2007 alle ore 15.16:

Fuori dal limbo

Benedetto XVI ha ufficialmente espulso dalla dottrina cattolica la credenza relativa al limbo. D’ora in poi, anche i bambini che non hanno ricevuto il sacramento del battesimo saranno considerati salvati dalla grazia di Dio.

Non essendo la dottrina del limbo in alcun modo sostenibile da un punto di vista biblico, stupisce come la Chiesa di Roma l’abbia potuta elaborare, insegnare e mantenere per così tanto tempo. Meglio tardi che mai.

In ogni caso, per un vero rinnovamento secondo l’Evangelo, occorrebbe mettere mano a una profonda revisione di molte dottrine e dogmi cattolico-romani che, come il limbo, non hanno giustificazione biblica e che andrebbero quindi rivisti profondamente alla luce della Scrittura. Cosa dire, ad esempio, del Purgatorio? E dell’immacolata concezione di Maria? E dell’infallibilità papale? E dell’adorazione eucaristica? E della doppia identità ecclesiale e statuale-politica della Chiesa di Roma? L’elenco potrebbe essere lungo.

D’altra parte, il vino nuovo dell’Evangelo non può essere messo negli otri vecchi delle tradizioni umane. E questo vale per tutti i cristiani che desiderano essere fedeli al Signore che li ha amati.

Il commento non è solo completamente sbagliato, ma ha il tono del diktat. Speriamo che nessun cattolico si lasci sedurre dalle chimere pancristiane.

Preghiamo Maria Santissima, che sola distrugge ogni eresia.

7. I “buoni frutti” della (presunta) “abolizione” del Limbo

Vediamo alcuni dei primi “buoni” frutti pastorali nati dalla presunta “abolizione” del Limbo.

Dagli splinderiani ho selezionato questi messaggi:

dai quali emerge lo scherno e il disprezzo per la santa Chiesa: non per la sua riconosciuta indefettibilità, ma per la vigliaccheria accomodante di fronte al mondo manifestata da qualche poveraccio. Dunque non si può applicare qui la beatitudine di Mt 5,11.

Da un forum di Katerpillar.it evidenzio uno scambio di battute che fa capire (o dovrebbe far capire) quanto è imprudente maneggiare la dottrina senza cura.

CresiCau – “CITTA’ DEL VATICANO – I bambini morti senza battesimo saranno salvi. La Chiesa ha abolito il limbo con un documento della Commissione teologica internazionale, approvato dal Papa e pubblicato oggi. Il limbo, infatti, riflette una ”visione eccessivamente restrittiva della salvezza”. (Agr)”

Cazzo, ma non si rendono conto di quanto siano ridicoli?

Hai visto mai che tra un po’ aboliscono pure l’inferno

Gelsi – no, l’inferno no, te prego!!!

CresiCau – hai visto mai che ce lasceno senza casa

Gelsi – appunto! ma che vè preso oggi a tutti?

Ziacool – il vero problema è che c’è anche gente che li prende sul serio

Danka – è quello il dramma

CresiCau – ma infatti io sono preoccupato: inizi col togliere il limbo, va a finire che ti trovi i dico, i gay e i pedofili in paradiso

Ziacool – appunto. no cazzo, non scherziamo!

CresiCau – famo ‘na petizione: “aridatece er limbo”!!!

In somma, i messaggi che sono arrivati al popolo sono due, entrambi falsi:

  1. la Chiesa ha abolito il Limbo
  2. la Chiesa muta la dottrina a suo piacimento

Un vero disastro:

  1. il recente documento vaticano sul Limbo non è opera né del Papa né della Chiesa, ma di una semplice “commissione teologica”, le proposte della quale non sono Magistero; in ogni caso il testo della “commissione teologica” non ha abolito un bel niente, ma, dopo aver esposto il tradizionale insegnamento della Chiesa sul Limbo, lo declassa (erroneamente) allo status di “ipotesi” ed esprime la speranza di salvezza anche per i bambini morti senza battesimo, cosa che sottintende una rivisitazione eretica del Limbo e non la sua soppressione
  2. la dottrina della Chiesa non cambia e non può cambiare, giacché le è stata insegnata e affidata da Dio stesso (Padre e Figlio e Spirito Santo) per essere custodita e propagata, non aggiornata né adattata né modificata secondo le circostanze di tempo, di luogo, di gusto e di sensibilità

Che disastro hanno fatto questi signori della CTI. Che trionfo di relativismo modernista!

A te, o beato Giuseppe, ricorriamo: e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del Bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità. Amen.

8. Pubblicato in italiano il testo della CTI

Il testo con le fregnacce del documento La speranza della salvezza per i bambini che muoiono senza Battesimo elaborato dalla Commissione Teologica Internazionale è stato pubblicato in italiano da La Civiltà Cattolica.

Se ne può leggere il sommario gratis.

L’eresia è sempre la stessa che circola da tempo, per la quale i bambini morti senza Battesimo possono godere la visione beatifica di Dio per l’eternità.

9. E’ online il testo della CTI

Sul sito della “CTI – Commissione Teologica Internazionale” è finalmente disponibile, gratuitamente, il documento La speranza della salvezza per i bambini che muoiono senza Battesimo che tanto puzza di zolfo.

10. A.A.A. Vescovo cercasi

A.A.A. cercasi Vescovo cattolico che abbia capacità e voglia di ribadire il Magistero della Chiesa cattolica sul Limbo e di stigmatizzare le fregnacce dei teologastri vaticani che compongono la “CTI – Commissione Teologica Internazionale”.

Sarebbe bello si trattasse del Vescovo di Roma. Oremus pro beatíssimo Papa nostro, Benedicto decimo sexto…

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