La Consacrazione nella S. Messa

CFirenze

Molti cattolici sono giustamente preoccupati e indignati per il ventilato progetto bergogliano di introdurre una “nuova liturgia” che possa accomunare “all’unica mensa” i cattolici e gli eretici-scismatici. Affinché ciò diventi possibile è necessario ovviamente che i “cattolici” rinuncino alla Consacrazione e quindi alla presenza reale di Nostro Signore. Saranno liturgie probabilmente de-cristificate, quindi un abominio da disertare.

Purtroppo è necessario ricordare ai “cattolici preoccupati” che le parole della consacrazione sono già state modificate: ciò avvenne con la “riforma liturgica” entrata in vigore la prima domenica di Avvento del 1969 (la messa di Montini-Bugnini).

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Adoro Te Devote

Caricato il 22 feb 2011 da Petrus Josephus – Another great hymn from the great St. Thomas Aquinas. This version of the hymn does not include the 3rd or 4th verses. The art is “The temptation of St. Thomas Aquinas” by Diego Velazquez; “Triumph of St. Thomas Aquinas over the heretics” by Filippino Lippi; “The Apotheosis of Thomas Aquinas” by Francisco de Zurbaran.

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Verbum panis = heresy

Caricato il 07 dic 2008 da Giovanni da Rho – Saying “Verbum panis factum est” favours the heresy of impanation. Please read:

http://www.newadvent.org/cathen/07694a.htm

“Verbum caro factum est” dicit Spiritus in Evangelio Ioannis.
Verbum panis factum est?
Verbum = Filius aeternus Patris = secunda Persona Sanctissimae Trinitatis.
Caro = homo.
Verbum = natura divina, caro = natura humana.
“Verbum caro factum est” = mysterium incarnationis = hypostatica unio duarum naturarum in persona Christi.
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Il famoso ebreo convertito

Facendo seguito ad alcuni post precedenti:

vorrei segnalare due ottimi libretti:

  • Alphonse Marie Ratisbonne, Conversione di un Israelita
  • Théodore de Bussières, La conversione di Alfonso Maria Ratisbonne

entrambi pubblicati dalle Edizioni Amicizia Cristiana. Vediamoli più da vicino.

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Conversione di un israelita

Conversione di un Israelita

Il primo pensiero e il primo impulso del mio cuore, al momento della mia conversione, fu di seppellire interamente il mio segreto, assieme alla mia esistenza, nel fondo di un chiostro per sfuggire al mondo, che non poteva più comprendermi, e di dedicarmi totalmente al mio Dio, che mi aveva fatto intravedere e gustare le realtà di un altro mondo.

Non volli affatto parlare senza il permesso di un sacerdote; mi condussero verso colui che per me rappresentava Dio. Egli mi ordinò di rivelare quanto era accaduto; lo feci, per quanto era possibile, a viva voce. Oggi io cercherò, dopo qualche settimana di ritiro, di includere maggiori dettagli; a voi, reverendo, che avete fondato l’Arciconfraternita per la conversione dei peccatori, questi ultimi devono rendere conto delle grazie ottenute.

Pag. 64 – € 5,00

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La conversione di Alfonso Maria Ratisbonne

La conversione di Alfonso Maria Ratisbonne

Quel Gesù che sulla via di Gerico si valse di un po’ di fango per aprir alla luce del cielo gli occhi del cieco nato, egli medesimo ha permesso ch’io fossi il principal testimone di un avvenimento che è straordinarissimo anche considerato sotto il solo punto di vista della ragione umana.

Io racconto un fatto incontrastabile: Dico ciò che ho veduto coi miei occhi, ciò che una gran quantità di testimoni onorevoli possono affermare: ciò che Strasburgo non potrà credere, ciò che Roma ammira. Un uomo che godea di tutto il suo buon senso, della pienezza delle sue facoltà, è entrato in una chiesa giudeo ostinato, e per un colpo di grazia simile a quello che atterrò Saulo sulla via di Damasco un dieci minuti dopo n’è uscito cattolico di mente e di cuore.

Pag. 64 – € 5,00

Not my Jesus, not my pope

Gesù Cristo ha riscattato me peccatore versando il Suo Sangue Prezioso. Dice: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato» (Gv 14,23-24).

Non è un amicone, non fa il simpatico, non gioca, non scherza, non  viene da noi per farci sentire bene in questa vita, nè per farci le coccole. Non è un dj. E’ Dio, ed è tremendamente serio.

Questo non è il “mio” Gesù!

Il Sommo Pontefice è il Capo visibile della Santa Chiesa che il Signore ha istituito per raggiungere in ogni tempo e in ogni luogo gli uomini peccatori, bisognosi della Grazia che Egli elargisce mediante i Sacramenti. Il Papa inoltre è Sommo Pastore e Maestro, e presidio supremo contro il male.

Un uomo senza fede cattolica, dedito a dispensare ogni giorno vere eresie e talvolta anche bestemmie, che si adopera ad abbattere ogni argine contro il male, non è certo adatto a «confermare i fratelli nella fede» ed è impossibile, a mio giudizio, che possa essere stato “scelto” dallo Spirito Santo.

Questo non è il “mio” Papa!