Insegnamenti di Don Bosco su Martin Lutero

A onore e gloria dell’unico e vero Dio, la Santissima Trinità!
In nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo!
A esaltazione della Religione cattolica e della Santa Chiesa.
A onta degli ultimi tre Pontefici esaltatori della spiritualità dell’eresiarca agostiniano.
A perpetua memoria del grande Santo, il sacerdote Giovanni Bosco!

Riprendiamo in mano la celebre opera catechistica: “Il Cattolico istruito nella sua Religione – Trattamenti di un padre di famiglia co’ suoi figliuoli secondo i bisogni del tempo”

Il testo è protetto da copyright dell’editore “Salesiani Don Bosco – INE”, quindi non è possibile riprodurlo in questo post: è necessario andare a leggerlo sul sito dei Salesiani:
Il Cattolico istruito nella sua religione (1853)
oppure scaricare il file pdf su Documenta Catholica Omnia.

Consiglio la lettura, nella Parte II, del Trattamento XX – “Lutero” e del Trattamento XXI – “Tremenda incertezza di Lutero”.

Propongo solo questa breve citazione, per invogliare il lettore a consultare il testo originale:

«Leone decimo, che allora governava la Chiesa, usò tutte le possibili sollecitudini per farlo ravvedere, scrisse a lui e ad altri lettere le più amorevoli; da Roma mandò legati in Germania affinchè lo persuadessero a non allontanarsi da quella. religione in cui era stato da Dio creato, e che egli conosceva essere l’unica vera, l’unica che presenti i caratteri della divinità. Ma nulla valse a far ritornare in se stesso, l’accecato eresiarca. Egli si era già abbandonato ai suoi vizi, e nella sua superbia divenne più ostinato. Laonde guadagnatosi un buon numero di seguaci, libertini al par di lui, si diede a disseminare i suoi errori per tutta la Germania.»

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Ma a perenne vergogna di colui, che pochi giorni or sono ha osato qualificare Lutero con l’appellativo di “medicina per la Chiesa”, è bene richiamare questa celebre sentenza dell’infelice monaco tedesco:

«Io non ammetto che la mia dottrina possa essere giudicata da alcuno, neanche dagli angeli. Chi non riceve la mia dottrina non può giungere alla salvezza.»

E’ la delirante pretesa della creatura di porsi al centro del creato, della Rivelazione, della storia della Salvezza. E’ la pretesa assurda di fondare un nuovo Vangelo, un nuovo culto e perfino una nuova Scrittura.

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Iddio misericordioso tuttavia non lascia soli i suoi figli, né li priva di ogni lume. La catastrofica tragedia spirituale rappresentata dall’infausta figura di Lutero è in grado di indicarci quale sia la via d’uscita dalla crisi spirituale, quale sia la vera medicina per la Chiesa del nostro tempo, per le nostre anime sempre bisognose di salvezza, e per la nostra fede di cui dobbiamo sempre chiedere al Signore l’accrescimento.

Ascoltiamo Lutero:

«Quando la Messa sarà stata rovesciata, io sono convinto che avremo rovesciato con essa il papismo. (…). Io dichiaro che tutti i postriboli, gli omicidi, i furti, gli assassini e gli adultèri sono meno malvagi di quella abominazione che è la Messa dei papi!».

Ecco: il rimedio sta nel rito della Santa Messa cattolica, vale a dire: il rito detto “tridentino”, non sfigurato dalle “Riforme liturgiche” di cinquant’anni fa.

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