Sicut stercus super faciem terrae

Cosa accadrebbe se un Consiglio Comunale pretendesse di fare leggi su materie di competenza statale? E qualora lo facesse, modificando una legge dello Stato? Si attiverebbero gli organi preposti al corretto funzionamento dell’ordinamento giuridico per ristabilire la legalità. Il Consiglio Comunale verrebbe sciolto. I responsabili si coprirebbero di vergogna, tutti li biasimerebbero per la loro incompetenza e li deriderebbero per la loro stupidità.

Ora, nella santa Chiesa di Dio sta accadento proprio questo. Il Sinodo straordinario sulla Famiglia altro non è che slavare con un fiume di parole alcune materie sulle quali nè la Chiesa, nè il Papa – neanche un Wojtyla che risorgesse dai morti – possono apportare modifiche: poiché sono dottrine ricevute da Dio stesso e contenute nella Scrittura, come ho mostrato nel post precedente (“Per un Vangelo della Famiglia”).

Nessuno ha il “potere” di porre sotto esame materie quali l’ammissione all’Eucaristia dei divorziati risposati, o l’opportunità di istituire forme giuridiche di convivenza diversa dalla famiglia delineata nella Scrittura. Non lo può fare nessuno, neanche la Gospa di Medjugorje. Le dottrine della Chiesa non si esaminano e non si mettono ai voti: si accolgono e si insegnano, si mettono in pratica e si amano.

Che ne dice la Scrittura? Ecco:

Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! (Gal 1,8-9)

L’unica cosa da rilevare è che nessun Vescovo ha il “potere” o il “diritto” di riunirsi in un’assemblea che si ponga gli empi obiettivi che si è posto il Sinodo.

Pertanto: IL SINODO IN CORSO A ROMA E’ ILLEGITTIMO!

I Vescovi che vi partecipano, e anche quelli che non vi sono stati convocati, se vogliono salvarsi l’anima, farebbero meglio a denunciarlo per quel che è (illegittimo), abbandonarlo immediatamente e tornare alle loro sedi, rifiutando e condannando preventivamente qualsiasi deliberazione.

Come inizia il Libro dei Salmi, che loro dovrebbero riconoscere come “Parola di Dio”? Ecco:

1 Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
2 ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.
3 Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.
4 Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde;
5 perciò non reggeranno gli empi nel giudizio,
né i peccatori nell’assemblea dei giusti.
6 Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.

Significato del Salmo:

Beato chi non segue le empie opinioni di chi vuol dare l’Eucaristia a pubblici peccatori; beato chi non indugia nella via dei divorzisti e degli omosessualisti; beato chi non siede tra i banchi del Sinodo; ma si compiace della legge del Signore e della sua Chiesa; la sua legge medita giorno e notte. Sarà come un albero di frutti copiosi e dalle foglie sempre verdi. Non così, non così gli empi che vaneggiano al Sinodo: finiranno in niente, la condanna di Dio è già su di loro, dai giusti saranno allontanati. Il Signore veglia su quelli che camminano nella sua legge eterna, e la rovina degli empi sarà grande.

Nessuno può mettere ai voti la dottrina della Chiesa, quindi, ripetiamolo:

IL SINODO E’ ILLEGITTIMO!

«Sicut stercus super faciem terrae»: come letame sparso per terra. Ecco cos’è questo Sinodo. Sinodo di Vescovi: alcuni favorevoli e altri contrari alla dottrina della Chiesa. E’ come il cadavere di Iezabele, sparso come letame: essa aveva indotto il re Acab ad adorare Baal. Curioso notare che c’è un’altra Iezabele nell’Apocalisse di San Giovanni: era la sedicente profetessa che induceva i cristiani di Tiatira a commettere fornicazioni e idolatrie.

Signori Vescovi, voi avevate ricevuto un mandato preciso: predicare il Vangelo, convertire le nazioni, battezzare tutte le genti. Come vi permettete, ora, di calpestare i Comandamenti di Dio? Come osate profanare i suoi Sacramenti?

Voi state distruggendo non uno, non due, ma ben TRE SACRAMENTI:

  • il Matrimonio, autorizzando – di fatto – l’adulterio, cioè rimuovendo l’unica sanzione (spirituale) che ancora lo colpiva; lo sdegno di Dio cade sopra di voi!
  • la Penitenza, inventando un nuvo rito sacrilego col quale si pretende di riconciliare con Dio un peccatore che NON si converte; lo sdegno di Dio cade sopra di voi!
  • l’Eucaristia, banalizzandola come un panaccio qualsiasi, privo di forza per santificare l’anima. Lo sdegno di Dio cade sopra di voi!

Interferendo sulla dottrina e cambiando i sacramenti voi state creando una nuova religione. Non avete vergogna? Non vi rimane un briciolo di residuo Timor di Dio che vi trattenga dal rotolarvi come scrofe in un letamaio?

E’ come se ci fosse una pandemia: invece di attivare le urgenti misure di profilassi, voi date libero corso a veicoli di infezione. Insomma c’è una pandemia di “fallimenti matrimoniali”: invece di istruire i fedeli a sposarsi santamente e a santificarsi come sposi, voi prima ammettete all’altare nubendi indegni poi, una volta divenuti adulteri, li riconoscete come pecorelle del vostro gregge – con o senza una ineffabile sentenza rotale.

Come Iezabele, inducete i cristiani all’impurità e all’idolatria. Farete la sua stessa fine: sicut stercus.

+

Si obietterà che i Vescovi non intendono cambiare la dottrina, anzi, vogliono proprio ribadirla e “applicarla al mondo di oggi”.

Ma non è cosi: primo, perché non c’è “pastorale” senza “dogma”, ossia ogni autentica cura pastorale è applicazione della vera dottrina; secondo, perché ogni innovazione pastorale, slegata (se fosse possibile) dal dogma, si ripercuote nel tempo sulla comprensione dottrinale e conduce all’alterazione della dottrina (scopo per cui fu indetto e menato il Concilio roncalliano-montiniano); terzo, perché la verità della dottrina cattolica non ammette attenuazioni, nè accomodamenti con gli errori del mondo, nè aperture possibili al peccato; quarto, perché è sufficiente leggere le dichiarazioni di alcuni Vescovi “aperturisti” per capire che ciò che si contesta, e che si vuol cambiare, è proprio l’odiosa e odiata dottrina di Cristo sul Sacramento del Matrimonio, che fu ed è tale da far esclamare: «Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi» (Mt 19,10).

In fondo, è normale che sia così: il mondo ama ciò che è suo (cf Gv 15,19) e non accoglie la luce di Cristo (cf Gv 1,11), la dottrina sul Matrimonio cristiano è una dottrina di Cristo, e tanti Vescovi non sono di Cristo (cf 1Gv 4,5).

+

Signori Vescovi, signori pastori: NON VI SEGUO là dove mi volete portare e mi tengo ben saldo sulla Fede cattolica che, con l’aiuto di Dio, intendo mantenere intatta fino all’ultimo dei miei giorni.

Siete da esorcizzare. Ravvedetevi.

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