La Roccia di Pietro e la sabbia di Francesco

Forse abbiamo imparato a conoscere il nuovo Papa.

§1. Nella sua primissima omelia, in cui commentava i tre movimenti “camminare, edificare, confessare”, Papa Bergoglio ha spiegato l’azione dell’edificare con queste parole:

«Edificare la Chiesa, la Sposa di Cristo, su quella pietra angolare che è lo stesso Signore. […]
«Io vorrei che tutti […] abbiamo il coraggio […] di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce» (Francesco, Omelia nella Santa Messa con i Cardinali, 14 marzo 2013).

Emergerebbe che sono gli uomini («tutti») a «edificare la Chiesa», e che la devono fondare su Gesù Cristo, identificato con le allegorie della “pietra angolare” e del “sangue versato”. Dal Vangelo sappiamo però che è lo stesso Cristo a edificare la Sua Chiesa sulla Roccia che è l’apostolo Pietro: e Francesco è proprio il Successore di Pietro.

Rileggiamo il Vangelo (Mt 16:13-20): all’apostolo Simone, che ha appena confessato la fede in Gesù-Cristo Dio, il Signore dice: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa».

Nel testo evangelico abbiamo un soggetto, un verbo e un complemento: il soggetto è l’elemento divino che è Gesù, il Signore, il Dio Vivente; il verbo è “edificare”; il complemento oggetto è la società divino-umana che è la Santa Chiesa. Nel discorso bergogliano invece il soggetto -l’elemento vivo, vivente e vitale, che compie l’azione- è quello umano, il “popolo di Dio”; il verbo rimane lo stesso “edificare”; ma il Signore sarebbe solo il risultato dell’opera umana.

Ecco: la Chiesa di Cristo è edificata dallo stesso Cristo, mentre la chiesa bergogliana è edificata dal popolo; la Chiesa di Cristo è fondata su Pietro, mentre la chiesa bergogliana pretende di essere fondata su Cristo.

E’ la prospettiva improntata all’immanenza vitale, esecrata infallibilmente e definitivamente dal Magistero pontificio nell’Enciclica Pascendi di Papa San Pio X. In quella fondamentale e indimenticabile Enciclica, il Santo Pontefice scrisse: «Che cosa è dunque [per i modernisti] la Chiesa? un parto della coscienza collettiva, ossia collettività di coscienze individuali».

§2. Concludendo e riassumendo l’omelia pronunciata nella santa Messa per l’inizio del Ministero Petrino (detta, un tempo, “Incoronazione del Sommo Pontefice”), Francesco ha detto:

«E per il credente, per noi cristiani […] la speranza che portiamo […] è fondata sulla roccia che è Dio. Custodire Gesù con Maria, custodire l’intera creazione, custodire ogni persona, specie la più povera, custodire noi stessi: ecco un servizio che il Vescovo di Roma è chiamato a compiere, ma a cui tutti siamo chiamati per far risplendere la stella della speranza: Custodiamo con amore ciò che Dio ci ha donato!» (Francesco, Omelia nella Santa Messa per l’inizio del Ministero Petrino del Vescovo di Roma, 19 marzo 2013).

Emergerebbe che il compito del “Vescovo di Roma” – da svolgere però insieme a «tutti» – sia «custodire» una serie di beni, tra cui: Gesù stesso (con Maria), il creato, ogni persona e noi stessi. Se sia Gesù il Signore a custodire noi o piuttosto noi poveretti a dover custodire Lui, non vale neanche la pena di ragionare. Che la custodia del creato e dell’umanità intera spetti ai discendenti di Adamo, è altrettanto ovvio.

Sconcerta il fedele cattolico sentire come il Papa, dopo simili ovvietà, non abbia accennato al compito suo specifico e proprio: custodire nient’altro che il Deposito della Fede proteggendolo da ogni assalto della Menzogna, insegnare la Verità di Cristo al mondo intero, santificare le anime dei fedeli cristiani, governare secondo il volere di Cristo l’unica vera Chiesa fondata da Cristo.

§3. Nel viaggio di ritorno dalla GMG di Rio de Janeiro, conversando sull’aereo con i giornalisti, il Sommo Pontefice rilascia la seguente spaventevole dichiarazione:

«Credo che quando uno si trova con una persona così, deve distinguere il fatto di essere una persona gay, dal fatto di fare una lobby, perché le lobby, tutte non sono buone. Quello è cattivo. Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla?» (Francesco, Conferenza stampa di Papa Francesco durante il volo di ritorno dal Brasile, 28 luglio 2013).

Vedo tre errori gravissimi. 1°- Dovrebbe essere pacifico che il male non consiste nel fare una lobby, ma nel fare peccati. Partecipare a una lobby di solito non comporta far peccati; di contro, essere gay di solito comporta precisamente far peccati, e farli particolarmente gravi. Ebbene vediamo con orrore che il Papa ritiene un male intrinseco le lobby, ma non l’essere gay. E’ puro relativismo, ed è una posizione contraria alle Sacre Scritture.
2°- Un ragionamento che comincia con: «se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà…» dovrebbe proseguire così: “certamente il Signore si lascia trovare e farà in modo che questa persona si liberi dal fardello di peccati che solitamente comporta l’essere gay”. Altrimenti riteniamo che a parer di Bergoglio – e contro il magistero della Chiesa – l’essere gay sia una opzione moralmente neutrale.
3°- Bergoglio chiede: «chi sono io per giudicare?». Ebbene, colui che pone questa domanda è niente di meno che il Sommo Pontefice, l’unico essere sull’intero pianeta che abbia qualche titolo per esprimere giudizi in nome di Dio, almeno sulle azioni umane. Altrimenti concludiamo che a parer di Bergoglio – e contro il magistero della Chiesa – il Romano Pontefice sia un cristiano come tutti gli altri… dissolvendo così il cattolicesimo nel liquame pancristiano e protestantico.

§4. E veniamo alla nota intervista rilasciata al notissimo Scalfari di Repubblica, provvidenzialmente rimossa dal sito internet del Vaticano. Tra i punti più clamorosi mi soffermerei solo su questo pensiero:

«E io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico, esiste Dio. E credo in Gesù Cristo, sua incarnazione. Gesù è il mio maestro e il mio pastore, ma Dio, il Padre, Abbà, è la luce e il Creatore» (Francesco, Eugenio Scalfari intervista Papa Francesco, 2 ottobre 2013).

Se questa è la “professio fidei” di papa Bergoglio, stiamo freschi. Il primo concetto: «Non esiste un Dio cattolico» è premessa al più ottuso degli indifferentismi religiosi. L’unico Dio vivo e vero, come la Chiesa ha sempre insegnato, è la Santissima Trinità rivelata da Gesù Cristo, il quale ha fondato una sola vera e santa Chiesa, che è la Chiesa cattolica con a capo il Vescovo di Roma, che – ricordiamolo con amarissima ironia – è pastore e maestro di tutti i fedeli e di tutti i pastori. Inoltre, se non vogliamo giocare con le parole, camuffando i concetti, bisogna ricordare e tener fermo il Primo Comandamento: Non avrai altro Dio all’infuori di me, negato alla radice dalla mentalità del Non esiste un Dio cattolico o del Dio è uno solo al di là dal nome che gli diamo.
Il secondo concetto: «E credo in Gesù Cristo, sua [di Dio] incarnazione» è eretico! Gesù Cristo è incarnazione della Seconda Persona della Santissima Trinità e non vagamente «di Dio». Dio Padre è Dio, ma non si è mai incarnato. Lo Spirito Santo è Dio, ma non si è mai incarnato. Solo il Verbo di Dio si è incarnato nella persona di Gesù Cristo, che prese carne da Maria Vergine per opera dello Spirito Santo.
Il terzo concetto: «Gesù è il mio maestro e il mio pastore, ma Dio, il Padre, Abbà, è la luce e il Creatore» affastella parole in libertà, spensieratamente ignare di venti secoli di sacre dottrine. Gesù è Signore-Redentore-Giudice, prima e più che «pastore e maestro». Sarebbe lui, il Papa, che – se facesse ciò a cui Dio lo ha chiamato – dovrebbe essere pastore e maestro. Prosegue Bergoglio con la congiunzione avversativa «ma», che in italiano collega due proposizioni contrapposte: nella prima il soggetto è Gesù Cristo, nella seconda è Dio. La frase, per costruzione, significa che Gesù non sarebbe Dio. E infatti, secondo Bergoglio, «Dio» ha come equivalenti «il Padre, Abbà». Solo il Padre, quindi, sarebbe Dio? Gesù sarebbe solo «pastore e maestro»? Un profeta?

Dobbiamo aderire a un deismo di rito cristiano? Ci verrà chiesto di dimenticare la Santissima Trinità? Dobbiamo incamminarci con la Nuova Chiesa e i suoi falsi maestri verso la Nuova Religione Universale?

§5. Nella consueta predica mattutina in Santa Marta, è capitato di udire veri e propri anatemi che Bergoglio scaglia contro personaggi non bene identificati o contro concetti mai chiaramente definiti. Uno di questi “anatemi” è stato lanciato il 17 ottobre contro imprecisati «cristiani ideologici»:

«Quando andiamo per strada e ci troviamo davanti una chiesa chiusa sentiamo qualcosa di strano, perché una chiesa chiusa non si capisce… la gente che passa davanti non può entrare. E, ancora peggio, il Signore che è dentro non può uscire» (Francesco, Meditazione mattutina nella Cappella della Domus Sanctae Marthae, 17 ottobre 2013).

Eh, siccome c’è la porta chiusa il Signore che è dentro non può uscire. Quindi, secondo Bergoglio: la porta della chiesa è chiusa, il Signore è dentro e non può uscire perché la porta è chiusa.

Farneticazioni! Idiozie che screditano il Papato.

§6. Ora, facciamo finta che io scrivessi: «Riguardo ai pani e ai pesci vorrei fare una precisazione: non si moltiplicarono, non è vero, semplicemente non finirono, come non finirono la farina e l’olio della vedova. Quando uno dice moltiplicare, può confondersi e credere di fare una magia».

Bene, chi mi facesse notare di aver negato e contraddetto i Santi Vangeli del Signore avrebbe solo ragione. Ma l’omelia mattutina in Santa Marta del 16 maggio 2013 non l’ho pronunciata io.

Come si fa a tollerare che un cattolico derida come “una magia” uno dei miracoli che la Chiesa ha sempre e dovunque riconosciuto al suo Signore?

Vangelo negato e deriso: è la firma di Satana.

§7. E come dovrei essere apostrofato, se scrivessi che Maria, l’umana Maria, sotto la croce, alla vista del suo Divin Figlio agonizzante, forse aveva voglia di dire di essere stata ingannata dal Padre? Da un dio mentitore?

Stiamo parlando della Santissima Vergine, la Deipara, Immacolata e Tutta Santa! Maria, la Madre di Dio! Stiamo parlando di Dio stesso!

Mi si dovrebbe rimproverare che Lei, la piena di grazia, che mai fu sfiorata dal seppur minimo peccato, originale o attuale, a nessuna creatura umana può essere paragonata, senza che la si oltraggi.

Mi si dovrebbe rimproverare che Lei, “Beata per aver creduto”, mai vacillò nella fede, nemmeno per un solo istante, nemmeno nella prova suprema: è solo Lei che è, e testimonia di essere, Figlia di Dio Padre, Madre di Dio Figlio e Cooperatrice di Dio Spirito.

Mi si dovrebbe rimproverare che Lei, sola Mediatrice di tutte le grazie e Corredentrice del genere umano, col suo lacerante silenzio non copriva alcun dubbio o risentimento contro il Padre, ma dava muta espressione alla verità pronunciata dal centurione romano: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!» (Mc 15,39) e, nella suprema afflizione, confortava il Divin Figlio morente e i credenti.

La santissima scena del Supremo Sacrificio del Calvario, con cui l’Agnello di Dio ci ha meritato la salvezza, non può essere immondata da tali cosmiche blasfemie.

+

Altro non resta che rivolgere, dal più profondo dell’animo, il grido: Kyrie, eleison – Signore, salvaci!

Beata Vergine Maria, soccorrici nella prova, liberaci dai pericoli. Amen.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...