25 maggio 1899, consacrazione al Sacro Cuore

Oggi ricorre il 115° anniversario della memorabile Enciclica “Annum Sacrum” di Leone XIII, sulla consacrazione dell’umanità al sacro Cuore di Gesù.

Il Sommo Pontefice ordinava che in ogni parrocchia si recitasse pubblicamente, al termine del triduo al Sacro Cuore, la seguente formula, che ancora oggi volentieri rinnoviamo.

Formula di consacrazione da recitarsi al sacratissimo Cuore di Gesù

O Gesù dolcissimo, o redentore del genere umano, riguardate a noi umilmente prostesi dinanzi al vostro altare.

Noi siamo vostri, e vostri vogliamo essere; e per poter vivere a voi più strettamente congiunti, ecco che ognuno di noi oggi si consacra al vostro sacratissimo Cuore.

Molti purtroppo non vi conobbero mai; molti, disprezzando i vostri comandamenti, vi ripudiarono.
O benignissimo Gesù, abbiate misericordia e degli uni e degli altri; e tutti quanti attirate al vostro Cuore santissimo.

O Signore, siate il re non solo dei fedeli che non si allontanarono mai da voi, ma anche di quei figli prodighi che vi abbandonarono; fate che questi quanto prima ritornino alla casa paterna, per non morire di miseria e di fame.

Siate il re di coloro che vivono nell’inganno dell’errore o per discordia da voi separati: richiamateli al porto della verità e all’unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile sotto un solo pastore.

Siate il re finalmente di tutti quelli che sono avvolti nelle superstizioni del gentilesimo, e non ricusate di trarli dalle tenebre al lume e al regno di Dio.

Largite, o Signore, incolumità e libertà sicura alla vostra chiesa, largite a tutti i popoli la tranquillità dell’ordine: fate che da un capo all’altro della terra risuoni quest’unica voce: sia lode a quel Cuore divino da cui venne la nostra salute; a lui si canti gloria e onore nei secoli.

Così sia.

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Sui campanili delle loro chiese, bandiera bianca

(Anche questo post viene dal vecchio blog)

Ho letto una dichiarazione del Presidente della Cei, che mai avrei voluto leggere:

«…la Conferenza Episcopale Italiana ribadisce [sic] che non è intenzione della Chiesa Cattolica operare attivamente per la conversione degli ebrei».

Nella sinagoga di Gerusalemme, invece, San Pietro aveva detto ai giudei:

«Pentitevi [che è ancora più forte di «convertitevi» – Nota] e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati» (Atti 2,38). Continua a leggere

Come ti smonto la SS.ma Trinità

Come ti smonto la SS.ma Trinità

Prima si dice che Gesù Cristo non è veramente risorto, che fu solo un uomo, «inviato da Dio», «reso perfetto», che fu il più eccelso dei “figli di Dio”, che fu una straordinaria manifestazione di Dio. E via la seconda Persona della Santissima Trinità.

Poi si dice che lo Spirito santo è semplicemente Dio operante nella storia, cioè la forza di Dio, come «vento che soffia dove vuole». E via anche la terza Persona della Santissima Trinità.
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Possibile?!

«L’ufficio poi d’interpretare autenticamente la parola di Dio, scritta o trasmessa, è affidato al solo magistero vivo della Chiesa» (Costituzione dogmatica Dei Verbum, n. 10; Pio XII, Lettera Enciclica Humani generis, 12 agosto 1950).

Secondo la Pontificia commissione biblica, «Lo sconvolgimento prodotto dallo sterminio degli ebrei (la shoa) nel corso della seconda guerra mondiale ha spinto tutte le Chiese […] a riconsiderare la loro interpretazione della Bibbia ebraica, l’Antico Testamento» (Il Popolo Ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia cristiana, n. 22). Continua a leggere

Perdonaci, Spirito Santo!

Perdonaci, Spirito santo, che sei Dio: quando veniamo a chiedere il Sacramento del Battesimo, come se chiedessimo di essere iscritti a un’associazione, come se il peccato originale non esistesse affatto, come se potessimo essere redenti senza nemmeno essere battezzati. Abbi pietà di noi!

Perdonaci, Spirito santo, che sei Dio: quando veniamo a chiedere il Sacramento della Pentitenza, come se facessimo solo un colloquio con il Sacerdote, come se non avessimo alcun peccato da farci realmente rimettere, come se potessimo essere perdonati tacendo alcune colpe o mantenendo invero qualche volontà di peccare. Abbi pietà di noi! Continua a leggere

La Roccia di Pietro e la sabbia di Francesco

Forse abbiamo imparato a conoscere il nuovo Papa.

§1. Nella sua primissima omelia, in cui commentava i tre movimenti “camminare, edificare, confessare”, Papa Bergoglio ha spiegato l’azione dell’edificare con queste parole:

«Edificare la Chiesa, la Sposa di Cristo, su quella pietra angolare che è lo stesso Signore. […]
«Io vorrei che tutti […] abbiamo il coraggio […] di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce» (Francesco, Omelia nella Santa Messa con i Cardinali, 14 marzo 2013).

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Quel Ratzinger che non ti aspetti

[Premessa.- Nella prefazione a “Gesù di Nazareth” (Rizzoli 2007), Joseph Ratzinger scriveva:

«Di certo non c’è affatto bisogno di dire espressamente che questo libro non è assolutamente un atto magisteriale, ma è unicamente espressione della mia ricerca personale del “volto del Signore” (Sal 27,8). Perciò ognuno è libero di contraddirmi. Chiedo solo alle lettrici e ai lettori quell’anticipo di simpatia senza la quale non c’è alcuna comprensione».

Supponendo che la stessa protesta valga anche Continua a leggere