Surrexit Dominus vere, alleluia

Il Signore è risorto, è veramente risorto! Alleluia!

Ripubblico un post datato 11 novembre 2006, con una aggiunta alla fine.

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Era il 31 marzo 2002 – domenica di Pasqua – quando Il Sole 24 ore pubblicava un articolo di mons. Gianfranco Ravasi, intitolato Non è risorto, si è innalzato.
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Regnavit a ligno

Regnavit a ligno: Gesù Nostro Signore regnò dalla croce, in agonia.

Nella notte più tenebrosa dell’anno, nella quale il Signore giace nel sepolcro, pubblico la sintesi dell’Enciclica “Quas Primassulla Regalità di Cristo, emanata da papa Pio XI l’11 dicembre 1925. Spero sia utile per ripassare o apprendere agevolmente, con parole semplici, alcuni concetti della dottrina cattolica, che spesso passano sotto silenzio.

Essa va ad affiancarsi all’altra enciclica che ho ridotto in pillole: la “Pascendi Dominici Gregissugli errori del Modernismo, emanata da papa San Pio X l’8 settembre 1907.

Buona lettura e buona santa Pasqua di Risurrezione. Di cuore. Continua a leggere

Strimpellano Gesù impanato

A volte, perfino al cospetto del Santissimo Sacramento dell’altare, giunge alle orecchie una canzonetta moderna che stravolge la gloriosa dottrina cattolica sull’Eucarestia.

«Verbum caro factum est», scrive l’Evangelista San Giovanni: il Verbo si è fatto carne. Nella Persona di Nostro Signore la natura divina del Verbo si è ipostaticamente unita alla natura umana della carne. Giustapporre «Verbum caro factum est» e l’inaudita, non scritturale, proposizione «Verbum panis factum est» significa affermare un parallelismo eretico tra l’unione ipostatica del Verbo con la carne e “l’unione” tra il Verbo e il pane.

E qui sta lo scandaloso errore dottrinale: nell’Eucaristia non è il Verbo che si fa pane, ma – al contrario – è il pane che viene mutato in carne, nella carne di Gesù Cristo, il Quale non è Verbo, ma Verbo fatto carne. Che scempio hanno fatto gli autori della canzonetta che suppongono essere “liturgica”!
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Hanno censurato il Signore!

Il Catechismo del Concilio di Trento, al n. 216, spiega a proposito dell’Eucarestia:

«Le parole [della consacrazione] “per voi e per molti”, prese separatamente da Matteo (26,28) e da Luca (22,20), sono riunite dalla santa Chiesa, ispirata da Dio, per esprimere il frutto e l’utilità della passione. Infatti se consideriamo l’efficace virtù della passione, dobbiamo ammettere che il sangue del Signore è stato sparso per la salute di tutti; ma se esaminiamo il frutto che gli uomini ne hanno ritratto, ammetteremo facilmente che ai vantaggi della passione partecipano non tutti, ma soltanto molti. Perciò dicendo “per voi”, ha voluto significare i presenti con cui parlava, eccetto Giuda, oppure gli eletti del popolo ebreo, quali erano i discepoli. E aggiungendo “per molti” ha voluto intendere gli altri eletti, Ebrei e Gentili. Con ragione dunque non è stato detto “per tutti”, trattandosi qui soltanto dei frutti della passione, la quale apporta salute soltanto agli eletti. In questo senso bisogna intendere anche le parole dell’Apostolo: Gesù Cristo fu offerto una sola volta per togliere i peccati di molti (Eb 9,28) e quelle del Signore: Prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che mi hai dati, perché sono tuoi (Gv 17,9)».

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Atto di intronizzazione

Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo, Redentore del genere umano, guarda noi prostrati ai Tuoi piedi ‐ Ti rendiamo onore e adorazione. Giuriamo di prendere cura, con la nostra vita, della Tua gloria e in quel modo ringraziarTi della Tua infinita Misericordia, la quale mostri di generazione in generazione.

Solennemente eleggiamo Te, o Gesù Cristo, nostro SIGNORE e RE, perché grandi cose hai fatto per noi… Di nuovo giuriamo di venerare Tua Madre ‐ il visibile segno del bell’Amore di Dio ‐ quale nostra SIGNORA e REGINA.
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Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum

Faccio un salto acrobatico da questa Quaresima, prossima al suo struggente ma glorioso epilogo, alla Festa liturgica di Cristo Re, istituita da papa Pio XI con l’enciclica Quas Primas: è bene infatti meditare sulla regalità del nostro Signor Gesù Cristo. Propongo dunque l’antico inno vespertino Te saeculorum Principem:

1. Te, principe dei secoli,
te, o Cristo, re delle genti,
noi riconosciamo unico arbitro
delle menti e dei cuori.

2. La turba scellerata grida
“Non vogliamo che Cristo regni”:
Te noi acclamanti dichiariamo
supremo re di tutti.

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